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Sostenibilità: un percorso, non un traguardo

C’è un modo in cui un’azienda può fare bene a se stessa e, allo stesso tempo, al mondo che la circonda. Non è uno slogan, ma una scelta strategica che richiede tempo, coerenza e la voglia di mettersi in discussione.

Bludata ha scelto di farlo e negli ultimi mesi ha avviato un percorso di formazione sulla sostenibilità insieme a Strategy Innovation, una società veneziana, nata come start-up dell’Università Ca’ Foscari, specializzata in innovazione strategica.

Abbiamo avviato da diversi mesi un percorso interno pensato per capire davvero cosa si nasconde dietro a certi termini che si sentono spesso, ma che raramente vengono spiegati bene.

L’ESG, per esempio, è un modo di valutare un’azienda su tre fronti: l’impatto ambientale (Environmental), il rapporto con le persone (Social) e il modo in cui è governata (Governance).
Non è una certificazione, è una prospettiva da cui guardare come si fa business.

Cosa significa essere sostenibili?

La definizione più utile, quella operativa, non parla solo di natura.

Un’azienda è sostenibile quando persegue i propri obiettivi senza aumentare sistematicamente la pressione sull’ambiente, senza inquinare, senza estrarre più risorse di quante se ne possano rigenerare, e senza creare ostacoli alle persone che la circondano: i collaboratori, i clienti, la comunità in cui opera.

Sono quattro aree distinte:

  • Le risorse fisiche: energia, materiali, rifiuti.
  • Le sostanze che immettiamo nell’ambiente, dalle emissioni agli imballaggi non riciclabili.
  • Il territorio e gli ecosistemi.
  • La quarta area, spesso la più trascurata, riguarda le persone: condizioni di lavoro dignitose, accesso equo alle opportunità, rispetto dei diritti lungo tutta la filiera.

Sostenibilità, quindi, non è solo piantare alberi o spegnere le luci la sera. È un modo di guardare la propria attività in modo più ampio, considerando gli effetti che produce al di là del bilancio economico.

Alcune definizioni

La “doppia materialità” è un concetto più recente, ma molto concreto: chiede a un’azienda di guardare in due direzioni contemporaneamente: da un lato, capire come i cambiamenti del mondo, climatici, sociali, normativi, possono influenzare il suo futuro; dall’altro, capire che impatto ha l’azienda stessa su quel mondo.

Serve a chiedersi “cosa stiamo causando” e non solo “cosa ci può capitare”.

Il bilancio di sostenibilità (o report ESG) è un documento annuale di rendicontazione non finanziaria che comunica le performance di un’azienda in ambito ambientale, sociale e di governance (ESG).
È lo strumento con cui un’azienda racconta tutto questo: sia i numeri economici, sia le scelte, gli impatti, gli obiettivi e i progressi su questi temi.

I livelli di sostenibilità in azienda e gli stati di maturità della sostenibilità

Perché raccontare il nostro percorso?

Perché la sostenibilità riguarda anche chi gestisce un centro ottico. I fornitori che scegli, i materiali degli occhiali che vendi, come smaltisci le montature dismesse o le lenti, come tratti il tuo team, come gestisci i dati dei tuoi clienti con rispetto e trasparenza, sono tutti elementi che costruiscono, o erodono, la solidità di un’attività nel tempo.

Non si tratta di mettere un cartello verde in vetrina.
Si tratta di costruire qualcosa che duri, che abbia senso, che generi valore senza lasciare danni lungo la strada.

Immagine di Rossella Bianchi

Rossella Bianchi

Responsabile Marketing di Bludata.
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