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Alcuni aggiornamenti tecnici per un sito web efficiente

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Alcuni aggiornamenti tecnici per un sito web efficiente

In questi giorni di chiusura e restrizioni, molte attività commerciali stanno riconsiderando i mezzi di comunicazione e il modo in cui creano relazioni con i propri lead e clienti.

Il sito internet di un’azienda costituisce la base su cui poter sviluppare la comunicazione aziendale nel tempo ed è importante che le fondamenta siano solide. Questo si traduce in alcuni aspetti determinanti.

Cosa significa avere un sito aggiornato?

La struttura di un sito internet è costituita dal codice che lo compone, da come gli elementi interagiscono tra loro e dal database di informazioni (testi, immagini, video etc.).
Quello che notiamo a vista nel front-end è il “vestito” che serve a raccontare la personalità di un brand e sintetizzarne il posizionamento, la visione, la mission.
L’aspetto delle pagine è tuttavia solo una parte del sito internet, che dobbiamo curare come una casa.
Vediamo alcuni punti a cui prestare attenzione per aggiornare il nostro sito.

1. Certificato SSL (https)

L’acronimo ‘SSL’ sta per Secure Sockets Layer ed è un protocollo che rende sicuri gli scambi di dati sul web, attraverso la crittografia.
Il certificato SSL DV (Domain Validated) verifica che il dominio sia sotto il controllo del richiedente e consente la cifratura della sessione con chiavi da 128 bit o superiore.
Questo garantisce ai visitatori del sito di completare una registrazione o una transazione in modo sicuro e protetto.

L’emissione del certificato SSL è spesso offerta gratuitamente dagli hosting (Aruba, Tophost ecc…) e necessita di un’azione manuale. Bisogna cioè entrare nel pannello di amministratore e, seguendo le indicazioni dei menu, attivare il certificato. Il tempo necessario per l’attivazione è generalmente di un un paio di ore. Una volta effettuata, comparirà un lucchetto accanto all’URL del sito, nella barra degli indirizzi del browser.
In alcuni casi, per i siti WordPress può essere necessario installare un plugin come Really Simple SLL, che re-indirizzerà il sito dall’indirizzo http://www.ilmiosito.it a https://www.ilmiosito.it

2. Il tema

I siti internet, specie se sviluppati con un CMS* (es. WordPress) e dei temi free o premium (cioè i multipurpose comprati su piattaforme come Themeforest etc.) necessitano di continui lanci di aggiornamenti. Chi visita il backend del proprio sito con un profilo di amministratore, avrà notato il moltiplicarsi di avvisi che invitano a lanciare gli aggiornamenti.
E’ importante aggiornare il tema per molti motivi:
– temi non aggiornati possono avere falle nel codice e risultare quindi bucabili dall’esterno;
– è possibile che la tecnologia sia progredita e che in assenza di un aggiornamento del tema il layout del nostro sito appaia modificato;
– l’indicizzazione del sito sui motori di ricerca viene valutata anche per la presenza di codice aggiornato.

3.  I plugin

La maggior parte dei siti internet sono oggi realizzati con dei CMS (Prestashop, Drupal, WordPress etc. ), i quali si avvalgono del supporto di plugin (moduli aggiuntivi) che integrano le funzionalità del tema base.  Esistono plugin di sicurezza, quelli per la costruzione di form oppure per la barra dei cookie.
Come per i temi, i plugin richiedono aggiornamenti e per gli stessi motivi per cui è necessario aggiornare i temi.
Per i plugin vale però un’ulteriore considerazione: occorre sostituire i plugin che non vengono aggiornati da tempo dagli sviluppatori.
Ad esempio, se la nostra cookie bar è stata creata con un plugin che non viene aggiornato da anni dall’azienda informatica che lo ha realizzato, è bene valutarne un altro.

4. Il linguaggio di programmazione

I siti internet possono essere scritti in linguaggi diversi. Il linguaggio più utilizzato nei siti vetrina e in molti siti ecommerce è il PHP (acronimo ricorsivo di “Hypertext Preprocessor”, preprocessore di ipertesti; originariamente acronimo di “Personal Home Page”).
Ad esempio  i siti in WordPress o Magento sono scritti in PHP .
Anche i linguaggi di programmazione vengono aggiornati e attualmente il PHP è giunto alla versione 7.4.
Questo significa che se il nostro sito internet è stato realizzato tre anni fa in WordPress e non è mai stato aggiornato, probabilmente si baserà su un linguaggio PHP 5.6.
I motori di ricerca leggono queste informazioni e premiano i siti più aggiornati, quelli più veloci, quelli mobile first, ecc…
Per questo motivo è bene che il nostro sito internet sia aggiornato anche nel linguaggio di programmazione.
L’aggiornamento di PHP si esegue dal pannello di amministrazione dell’hosting (Aruba, Tophost etc.) ed è una procedura semplicissima: nell’apposito riquadro deve essere spuntata la casella con la versione stabile più aggiornata.
Quello però che è importante sapere è che il sito realizzato tre anni fa probabilmente avrà un tema scritto con un linguaggio PHP che potrebbe non essere compatibile con il nuovo 7.3.
Quindi prima di tutto verifichiamo che il tema scelto a suo tempo goda di questa compatibilità. Se così non fosse, è bene iniziare a pensare di aggiornare il sito con un nuovo tema e procedere ad una revisione complessiva.

Ricordiamoci infine di fare un backup prima di ogni attività di aggiornamento del sito!

* CMS: Content management system, in italiano Sistema di gestione dei contenuti

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Rossella Bianchi
rossella.bianchi@bludata.com

Responsabile Marketing di Bludata Informatica