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Quattro chiacchiere con Simone Colusso, dal codice al Customer Care di Bludata

In Bludata ci sono persone che conoscono il software dall’interno, riga per riga. Simone Colusso è una di queste. Dopo tredici anni come sviluppatore, oggi lavora nel Customer Care di secondo livello.
Gli abbiamo chiesto come si vive questo passaggio, cosa si impara e cosa cambia.

Simone, raccontaci chi sei e di cosa ti occupi oggi

Sono in Bludata da molti anni. Ho iniziato nel team di sviluppo, dove sono rimasto per circa tredici anni come programmatore. Oggi faccio parte del Customer Care di secondo livello, un ruolo che mi permette di mettere a disposizione dei colleghi e dei clienti l’esperienza tecnica accumulata nel tempo, soprattutto sulle problematiche più complesse, sulla gestione dei database e sulla reportistica.

In questa fase sto lavorando molto sulla nuova reportistica legata al passaggio da FOCUS 10 a FOCUS CLOUD. È una transizione importante per i centri ottici e il nostro obiettivo è renderla il più fluida possibile.

Tredici anni davanti a un editor di codice lasciano il segno. Chi lavora con Simone racconta che ha una memoria tecnica da archivio vivente: si ricorda perché una certa funzione è stata scritta in quel modo cinque anni fa, e spesso anche chi l’ha scritta.

Come è cambiato il tuo punto di vista sul lavoro a servizio degli ottici dopo il cambio di ruolo?

Il cambio di ruolo mi ha avvicinato molto di più alle esigenze reali di chi lavora in un centro ottico. Prima ero concentrato sullo sviluppo tecnico, oggi il focus è sulla soluzione concreta e sull’impatto che il nostro lavoro ha sulla giornata del cliente.

Ho imparato a non fermarmi alla richiesta iniziale.
Quando qualcuno ci contatta, spesso dietro alla domanda c’è un’esigenza diversa, più ampia.
Capire il perché permette di proporre soluzioni davvero utili, a volte anche alternative a quelle pensate inizialmente, che finiscono per migliorare i processi del centro ottico.

Quali competenze ti porti dietro e come le hai costruite?

Negli anni ho sviluppato una forte competenza sui database, sull’analisi dei dati e sulla reportistica. Sono ambiti che mi hanno sempre appassionato, forse perché lì i numeri raccontano sempre una storia precisa.

La memoria tecnica sui progetti è un altro strumento che uso spesso, soprattutto quando un collega si trova davanti a un caso articolato. Sono una persona pratica, mi piace lavorare in squadra e credo molto nel confronto come motore di crescita. Con i clienti cerco sempre di spiegare ogni passaggio con chiarezza, perché capire cosa sta succedendo è il primo modo per sentirsi davvero seguiti.

Questo approccio, spiegare mentre si risolve, è qualcosa che in Bludata si riconosce subito quando arriva una chiamata gestita da Simone. Nessuna fretta, nessuna scorciatoia: prima si capisce insieme, poi si agisce.

Bludata investe molto nella formazione interna. Quanto conta, dal tuo punto di vista?

Conta moltissimo. La formazione interna ci permette di arrivare preparati, soprattutto sui temi normativi, che negli ultimi anni sono diventati particolarmente delicati. Per gli ottici questo significa ricevere risposte competenti, precise, e avere un interlocutore che va oltre l’assistenza tecnica.

La formazione è uno degli elementi che ci permette di accompagnare davvero il cliente nella sua crescita, non solo di rispondergli quando ha un problema.

Dicci una cosa di te che i nostri lettori non sanno.

Fuori dall’ufficio ho diverse passioni. Amo la fotografia e la grafica, tanto che in passato ho avuto anche una parentesi lavorativa in quell’ambito. Pratico kickboxing, che mi aiuta a mantenere concentrazione e disciplina. E adoro le escursioni in alta montagna con gli amici. Dormire in tenda sotto un cielo stellato è una di quelle cose che non cambierei con niente.

Alla fine credo che la curiosità sia il filo che tiene insieme tutto. Che si tratti di tecnologia, di intelligenza artificiale o di una nuova avventura all’aria aperta, la voglia di “smanettare” è sempre la stessa.

Fotografia e codice hanno più in comune di quanto sembri: entrambi chiedono di guardare le cose con attenzione, di scegliere cosa tenere nell’inquadratura e cosa lasciare fuori. Forse è per questo che Simone, davanti a un database complesso o a un panorama di montagna, fa sempre la stessa cosa: si ferma, osserva, e poi trova la linea giusta.

Immagine di Bludata

Bludata

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