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I trend di marketing per il 2026 secondo Google

Come ogni anno Think with Google ha pubblicato un articolo sui trend di marketing che dobbiamo aspettarci.

Quali sono i trend di marketing da considerare per il 2026?

Per il 2026 Think with Google evidenzia un punto chiave: la tecnologia evolve velocemente, ma le persone continuano a cercare risposte, soluzioni, prodotti e interazioni, spesso facendo più cose insieme tra ricerca, video, scrolling e acquisti.

In questo scenario l’AI diventa un acceleratore: non solo per creare contenuti, ma per interpretare meglio l’intenzione delle persone e rispondere con messaggi più pertinenti: l’AI è diventata uno strumento potente che ci aiuta a comprendere l’intenzione, dalla fase della scoperta a quella della decisione, da una query di ricerca generica volta a trovare l’ispirazione a una domanda specifica su un prodotto su YouTube.

Di seguito trovi le 5 tendenze principali indicate da Google e una lettura operativa: cosa cambia e cosa conviene fare, senza inseguire mode.

1) Benessere presente: conta il valore immediato, non solo la promessa finale

Secondo Google in un contesto di incertezza le persone danno più importanza al benessere “qui e ora”: cercano gratificazione immediata e esperienze che migliorino il presente.

La conseguenza per brand e aziende è pratica: invece di comunicare solo l’obiettivo finale, funziona meglio spezzare il percorso in tappe piccole e riconoscibili, che facciano percepire un progresso.

Cosa fare in pratica:

  • ripensa le offerte come “step” e non come traguardi lontani: ad esempio, non solo “cambio occhiali”, ma “controllo, scelta, adattamento, follow-up”;
  • trasforma la fidelizzazione in micro-benefici: piccoli vantaggi frequenti, invece di premi difficili da raggiungere;
  • crea comunicazioni che valorizzino i passaggi intermedi: conferme, promemoria, consigli post-acquisto, check di soddisfazione.

2) AI e ricerca: dalla “query” alla conversazione multimodale

Google descrive un cambio netto: le persone stanno passando dalla ricerca di informazioni all’esplorazione dinamica, con esperienze conversazionali che combinano testo, immagini e audio.

Le persone utilizzano esperienze di ricerca conversazionale come AI Mode che combina testo, immagini e audio per esplorare gli argomenti con approfondimenti senza precedenti.

Foto: AI Mode di Google.

“I professionisti del marketing devono adattarsi puntando sull’ottimizzazione per i motori generativi, creando contenuti autorevoli e pensati per le persone, che sono utili per una query conversazionale basata sull’AI“. 

Cresce l’aspettativa verso risposte più concrete e visive, non solo link e testo.

Cosa fare in pratica:

  • aggiorna i contenuti del tuo sito, social o flyer pensando a domande reali che rispondano a dubbi specifici, con esempi, foto e casi d’uso;
  • costruisci un “ecosistema” di asset: Google suggerisce di puntare su contenuti autorevoli e utili per query conversazionali basate su ai, fornendo alle campagne basate su ai una raccolta di asset di qualità.
  • rendi i contenuti più “riutilizzabili”: una guida può diventare anche video breve, FAQ, carousel, email di follow-up, script per assistenza telefonica post vendita.

Spunto se utilizzi FOCUS CRM:

  • il valore del CRM qui è operativo: non serve “più comunicazione”, serve comunicazione più pertinente. segmentazione e pianificazione aiutano a trasformare i contenuti in percorsi coerenti (primo appuntamento, post-appuntamento, richiami, proposte mirate).

3) Creatività partecipativa: il pubblico giovane non vuole solo guardare, vuole contribuire

Per Google una parte importante del pubblico più giovane è composta da “creator nativi digitali”: non si limitano a fruire le storie dei brand, ma vogliono partecipare e reinterpretarle.
Questo cambia anche la metrica del successo: non solo copertura, ma capacità di creare un “mondo” in cui le persone possano entrare e contribuire.

Cosa fare in pratica:

  • ad esempio, se utilizzi i social per il tuo centro ottico, progetta format che invitino alla partecipazione: domande, sondaggi, mini-serie, “scegli tu” (esempio: scegli la montatura, vota la nuova vetrina, racconta la tua routine visiva);
  • collabora con creator e community: Google cita direttamente la collaborazione con creator come via per parlare il linguaggio della piattaforma;
  • definisci confini e materiali: palette, elementi grafici, claim, suoni, template, così la co-creazione resta riconoscibile.

4) Nostalgia “remix”: non basta ricordare, serve aggiornare il passato

Google parla di ascesa del “remix” nostalgico: la nostalgia diventa una leva di comfort e identità, ma nel 2026 non basta riproporre il passato, serve un remix strategico degli asset storici.

Cosa fare in pratica:

  • recupera ciò che è già tuo: foto storiche del centro ottico, prime vetrine, “prima e dopo” (con consenso), rituali del negozio, anniversari, tappe importanti;
  • evita l’effetto “amarcord fine a se stesso”: collega il passato a un vantaggio attuale (servizi, tecnologie, nuove abitudini);
  • ad esempio, se utilizzi i social, crea una rubrica: una serie mensile che alterni memoria e innovazione (ieri: come facevamo; oggi: come lo facciamo meglio).

5) Sostenibilità: meno promesse, più benefici misurabili

Per Google nel 2026 la sostenibilità deve diventare un valore tangibile: non affermazioni vaghe, ma benefici specifici e misurabili (durabilità, efficienza, riduzione sprechi).

Cosa fare in pratica:

  • sostituisci proposte generiche con esempi pratici: durata nel tempo, riparabilità, manutenzione, materiali, processi;
  • comunica il vantaggio per la persona: risparmio, qualità, comfort, scelta più intelligente;
  • sul tuo sito internet prepara una pagina “trasparenza” semplice: cosa fai in termini di sostenibilità.

Checklist operativa per iniziare nel primo trimestre 2026

  1. Rivedi tre customer journey chiave e spezzali in micro-tappe comunicabili: prima visita, post-acquisto, richiamo.
  2. Crea una libreria di asset riutilizzabili nelle tue comunicazioni di marketing: FAQ, mini-video, foto, template email, messaggi brevi.
  3. Pianifica due format partecipativi al mese: domande, sondaggi, co-creazione guidata.
  4. Recupera dieci “asset d’archivio” e definisci come remixarli in contenuti attuali.
  5. Riscrivi la sostenibilità in linguaggio misurabile: 3 prove, 3 esempi, 3 benefici concreti.
Immagine di Rossella Bianchi

Rossella Bianchi

Responsabile Marketing di Bludata.
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